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Posts Tagged ‘handmade’

Morgana Creazioni è tornata per farci vivere in un mondo magico e sospeso!

La sua nuova collezione si ispira al circo, con uno sguardo al passato.
La scelta di usare tanti colori e tessuti diversi è stata dettata dalla voglia di dare una sferzata di gioia a queste grigie giornate d’inverno e – niente di più importante – ribadire il concetto di non prendersi troppo sul serio. Torniamo tutte bambine, suvvia!!
Come tutte le collezioni Morgana Creazioni, anche questa è composta da pezzi unici:  dagli abitini bon ton alle t-shirt,  le stampe sono state realizzate con la tecnica del linoleum.

I capi di questa collezione si possono trovare nel suo negozio Morgana Creazioni (C.so Umberto 154, @Macomer), da JUNA (@ Catania) e presto anche da CAMERA CON VISTA (@Messina).

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Sara Gioria, brillante illustratrice, designer, creativa e – scusate se è poco –  fondatrice di Multiductus, ci regala una perla di saggezza: perché buttare via il tubo delle patatine se può diventare un fantastico porta documenti?

Nell’elegante e brioso blog, anche un tutorial per realizzarlo!

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Da Repubblica di oggi, 16/06:

Cinque milioni di aderenti, più di tutti gli iscritti ai partiti democratico e repubblicano: se diventasse un movimento politico, cambierebbe la faccia dell’America. Se unissero i loro fatturati, sarebbero una mega-azienda. Sono i membri di Etsy, il nuovo mercato online che offre “the very best”, tutta la produzione di un esercito di inventori indipendenti, artigiani del tempo libero.
Con 724 milioni di visitatori al mese, è un pezzo dell’economia americana che non passa più inosservato. Non coincide con il mondo del non-profit: in realtà Etsy sta per quotarsi in Borsa, chi vende i suoi prodotti su questa “piazza virtuale” non disdegna il profitto, se è un riconoscimento alla qualità.

A raccontare questo fenomeno ora c’è anche un film: “Handmade Nation“, nazione fatta a mano, il documentario di Faythe Levine che descrive nei loro atelier “una generazione di nuovi creatori”. Hanno la loro manifestazione-simbolo, la Renegade Craft Fair di Chicago, la fiera degli “artigiani ribelli”. Là vendono abiti, gioielli, scarpe, oggetti originali che sembrano nascere nelle botteghe di maestri rinascimentali. Nella patria di Apple e Nike, quella che racconta la Levine è “una rivolta dal basso per riprendersi il diritto adessere inventori, creativi, geni del design e del marketing, senza obbedire agli ordini di una Big Corporation”.

Dal neo-artigianato il fenomeno si allarga e investe la produzione culturale, la tecnologia, la politica. E’ la rivoluzione “Pro-Am”, abbreviazione di “professional amateur”. Dilettanti eccellenti, o professionisti-amatori? La teorizza la società di ricerche Demos, secondo la quale il XXI secolo appartiene a questo modo di lavorare. Tre modelli pionieristici indicano l’immenso potenziale della “Pro-Am Revolution”, secondo gli autori Charles Leadbeater e Paul Miller. Sono la musica rap, il software Linux, e la campagna Jubilee Debt. “Il rap – scrivono Leadbeater e Miller nel loro saggio – ha segnato la cultura giovanile. La campagna del giubileo ha imposto la cancellazione di miliardi di debiti dei paesi poveri. Linux è il più grande rivale di Microsoft nei programmi operativi. Tutti e tre sono nati da gruppi Pro-Am, dei dilettanti innovativi, capaci di associarsi in rete, impegnati a raggiungere altissimi standard professionali”.

I Pro-Am possono scardinare i poteri costituiti. Nell’economia, sfidano il monopolio delle grandi imprese come laboratorio di innovazioni. Nel mondo politico, Move.On creato dieci anni fa da due giovani di Berkeley, e cresciuto su Internet, condiziona Barack Obama e i vertici del partito democratico. Etsy è lo specchio di questo fenomeno sul versante commerciale. I suoi avversari sono Ebay e Amazon: mercati online dominati dai logo delle grandi marche, i colossi editoriali o i big dell’elettronica di consumo. Etsy vende solo oggetti originali, prodotti da una miriade di indipendenti, spesso dei fuoriclasse. L’ha fondato Rob Kalin, 29 anni. Etsy viene dal latino “et si” (“e se…”) che Kalin ha preso da “Otto e mezzo” di Fellini. Su Etsy potete comprare un bottone fatto a mano da un dollaro, o un’opera d’arte che ne vale decine di migliaia, ma il cui autore rifiuta di passare attraverso i galleristi di Soho e Tribeca. “Finora  –  spiega il fondatore  –  erano i poteri economici a dettare le scelte dei consumatori, noi restituiamo a una comunità di liberi individui la forza di orientare il mercato”. Kalin è bombardato di richieste per tenere conferenze nelle università. “Tra gli studenti  –  dice  –  c’è un immenso spirito imprenditoriale, una voglia d’indipedenza che ha bisogno di essere sprigionata”.

Il film “Handmade Nation” descrive questa esplosione di creatività come “un progetto politico, una contro rivoluzione industriale”. Riscopre antichi filoni della contro-cultura, evitando gli errori del passato. “Negli anni Settanta per protesta contro la produzione massificata nacque un artigianato hippy, purtroppo la qualità era scadente. Negli anni Ottanta i creativi di avanguardia furono catturati dai mercanti d’arte e dalla speculazione. Le nuove ecnologie ci consentono di bypassare il potere degli intermediari”. Nel frattempo artigiani, artisti e inventori si sono agguerriti, e organizzati. Anche quando l’attività creativa è un secondo lavoro o un’occupazione del tempo libero, non si può catalogare come hobby.

Chiamarli dilettanti non è solo un insulto, è un errore“, spiega il manifesto della Pro-Am Revolution. Nella botanica e nello sport, nel design di moda o nella gioielleria, nella fotografia e nel software, i “professional amateur” fanno sul serio. Secondo Demos, hanno cinque caratteristiche che consentono di sfidare gli specialisti tradizionali e di ribellarsi alla gerarchia soffocante delle grandi imprese: “Hanno un forte senso della vocazione. Adottano standard trasparenti per verificare la qualità e misurare il talento. Formano delle comunità per trasmettere il sapere. Producono beni e servizi che hanno un mercato. Infine le loro conoscenze avanzate danno vita a un’identità, a una tradizione”.

http://www.repubblica.it/economia/2010/06/16/news/new_economy-4876323/?ref=HREC2-8

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WIR in Milan

WIR è nato dall’idea di alcuni artisti italiani residenti a Berlino come spazio espositivo temporaneo in una piccola galleria a Kreuzberg.
Il nome nasce come acronimo di Works in Regress, e porta al suo interno l’eco del termine tedesco “wir” (“noi”), per indicare sia la natura provvisoria del progetto, sia il fondamentale presupposto collettivo, partecipato.
Nel primo anno e mezzo di attività, WIR ha già ospitato circa 200 artisti di ogni disciplina provenienti da tutto il mondo. E adesso tocca a noi.

Wir arriva a Milano con un evento esclusivo e inaugurale: apriamo le porte a WirInMilan. Uno spazio, un contenitore, un (non)luogo per  respirare un po’ d’aria inusuale, per lasciar fluire l’arte, per dare spazio ai nuovi talenti della fotografia, per accaparrarsi pezzi hand-made di giovani product designers, per assistere ai video più premiati e alle performances più suggestive. Per ballare fino al giorno dopo.  Non mancate.

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Inaugurato da poco il nuovo sito web per Cecca Borse, che si presenta – gioiosamente – così:

“Il mio nome d’arte è CECCA e la mia filosofia è “costruiamo un futuro solare, rispettoso della natura e degli altri”.
E’ per questo motivo che le mie opere – siano esse installazioni (foto a destra) o oggetti di uso comune come borse, cappelli o accessori – si sviluppano attraverso processi creativi che interpretano in modo nuovo ed utile i materiali di partenza, cui è possibile donare un rinnovato processo vitale.
Credo che la creatività viaggi di pari passo con il rispetto per l’ambiente che ci circonda. La natura ed i suoi tesori, siano essi materiali o dolci profumi, sono un bene assai prezioso da rispettare ed amare!”.

Tenetela d’occhio attraverso il blog e gli eventi.  Non perdete per nulla al mondo la sezione laboratori, dedicati a ragazzi e bambini.

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Nome/Brand
io sono Valeria, Morgana Creazioni è il nome che scelto per il mio negozio-laboratorio. www.myspace.com/morganacreazioni
http://www.facebook.com/pages/Macomer-Italy/Morgana-Creazioni/133761557454
Che cosa crei?
Creo sia abbigliamento che accessori, mi piace anche l’idea di dare nuova vita a capi usati, trasformandoli e rendendoli unici, come ogni pezzo delle mie collezioni.
Dove operi?
Da circa due anni ho aperto un laboratorio a Macomer, la mia città, nel centro Sardegna. Collaboro, inoltre, con diversi negozi che propongono le mie creazioni.
Ultimo evento/mostra a cui hai partecipato
Sfilata in occasione di “Magie d’estate”, manifestazione organizzata dal comune di Macomer.
Qual è la tua fonte di ispirazione?
Tutto ciò che riguarda l’arte, per me può diventare fonte d’ispirazione, letteratura, cinema, musica. Un’altra fonte inesauribile è la storia, con alcuni periodi in particolare che mi affascinano molto.
Pensi ci sia abbastanza informazione sul mondo handmade?
Penso che l’ handmade per il momento coinvolga solo una nicchia di persone che ne riconoscono e apprezzano la qualità e il valore. Ma grazie a internet un pubblico più vasto si stia avvicinando al ” nostro” mondo.
Il tuo motto:
Non smettere mai di osservare e sperimentare…

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Nome/brand:
Io sono Simona Giuga e il nome del mio brand è Ifioridisimona.
Il sito internet è www.ifioridisimona.com

Che cosa crei?

Creo accessori e abbigliamento donna (magliette dipinte a mano o con ricami e applicazioni, borse , bijoux in pasta sintetica impreziositi da bottoni vintage, pupazzi, complementi d’arredo in legno dipinto a mano) e bambino (tutine, bavaglini, portaciucci, e tutto il necessario per la prima infanzia).

Dove operi?
Il mio laboratorio si trova nella mia casa in campagna vicino Sassari.

Ultimo evento/mostra a cui hai partecipato:
L’ultima mostra a cui ho partecipato con un pupazzo, è “Echi di battiti”, organizzata da M. Pollini e S. Guerrini presso FABBRICA a Gambettola (FC).

Qual è la tua fonte di ispirazione?
La mia fonte di ispirazione sono principalmente la natura e i bambini. Adoro disegnare e lo faccio in qualsiasi momento. E’ da li infatti che nascono tutti i progetti che ho realizzato fino ad oggi…da uno schizzo sui fogli della mia moleskine, sono nati i miei personaggi principali, i pulcini, le nuvole, i fiori e gli alberi.

Pensi ci sia abbastanza informazione sul mondo handmade?
Penso che assolutamente NON ci sia informazione sul mondo handmade e sopratutto che non se ne sottolinei mai l’importanza. Un oggetto fatto a mano è innanzitutto un oggetto unico e irripetibile, ognuno con una vita propria, portatore di messaggi e d’amore, da chi l’ha creato alla persona a cui apparterrà.

Il tuo motto:  Ifioridisimona non è moda, è uno stile di vita!

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