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Archive for the ‘self-made people’ Category

 

La città è grigia?  Il tempo non basta mai e stanotte non hai neanche dormito troppo bene? Ricomincia dalle piccole cose, rendi il tuo giorno allegro!
Le ECObag di nimit
sono borse artigianali realizzate a mano, una per una.
I tessuti vengono scelti e comprati in piccoli stock in base a due criteri fondamentali: la resistenza e l’estetica.

Per questo scegliere una ECObag significa fare la spesa in modo più intelligente e ridurre l’inquinamento dei sacchetti di plastica. Insomma, risparmi tu e l’ambiente ci guadagna.

Allegre, originali, uniche: le collezioni Nimit vengono rinnovate spesso proprio perché vengono prodotte in piccole quntità e non ci annoiano mai; le soluzioni nimit ti permettono di colorare il mondo e fare un piccolo gesto per proteggerlo. Con leggerezza e semplicità.

Chiara Cremon, ideatrice del progetto, vive in Germania da qualche anno e presta un attenzione particolare per le piccole azioni quotidiane: usare la borsa in tessuto per andar a far la spesa, usare la bicicletta per percorsi piu o meno lunghi, mezzi di trasporto e tutto quello a cui – nel nostro piccolo – possiamo fare per migliorare il mondo.
Chiara ha una sensibilità creativa perfettamente tradotta in questo progetto-azione.

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Arriva Signora Mia!, la  mostra mercato di mamme “cre-attive”: sabato 16 e domenica 17 ottobre 2010, dalle 10 alle 20, presso lo Studioarea22

Creazioni per bimbi, addobbi per sciure, arzigogoli in lana, manufatti feltrosi, ceramiche decorate, borse, cappelli, gioielli e oggetti d’arte. Il tutto realizzato da 15  “casalinghe non disperate” che si sono “reinventate” al seguito della nascita di un figlio per rendere compatibile l’essere mamma e l’essere “cre-attiva”.

Sabato 16 ottobre alle ore 20 sarà proiettato documentario “Le stanze delle donne” della regista Silvia Savorelli.

Per tutte le altre iniziative, tenete d’occhio il blog ricreazionidimamme.

Appuntamento @ Via G. Giusti 22, Milano (zona Paolo Sarpi)

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Sara Gioria, brillante illustratrice, designer, creativa e – scusate se è poco –  fondatrice di Multiductus, ci regala una perla di saggezza: perché buttare via il tubo delle patatine se può diventare un fantastico porta documenti?

Nell’elegante e brioso blog, anche un tutorial per realizzarlo!

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Da Repubblica di oggi, 16/06:

Cinque milioni di aderenti, più di tutti gli iscritti ai partiti democratico e repubblicano: se diventasse un movimento politico, cambierebbe la faccia dell’America. Se unissero i loro fatturati, sarebbero una mega-azienda. Sono i membri di Etsy, il nuovo mercato online che offre “the very best”, tutta la produzione di un esercito di inventori indipendenti, artigiani del tempo libero.
Con 724 milioni di visitatori al mese, è un pezzo dell’economia americana che non passa più inosservato. Non coincide con il mondo del non-profit: in realtà Etsy sta per quotarsi in Borsa, chi vende i suoi prodotti su questa “piazza virtuale” non disdegna il profitto, se è un riconoscimento alla qualità.

A raccontare questo fenomeno ora c’è anche un film: “Handmade Nation“, nazione fatta a mano, il documentario di Faythe Levine che descrive nei loro atelier “una generazione di nuovi creatori”. Hanno la loro manifestazione-simbolo, la Renegade Craft Fair di Chicago, la fiera degli “artigiani ribelli”. Là vendono abiti, gioielli, scarpe, oggetti originali che sembrano nascere nelle botteghe di maestri rinascimentali. Nella patria di Apple e Nike, quella che racconta la Levine è “una rivolta dal basso per riprendersi il diritto adessere inventori, creativi, geni del design e del marketing, senza obbedire agli ordini di una Big Corporation”.

Dal neo-artigianato il fenomeno si allarga e investe la produzione culturale, la tecnologia, la politica. E’ la rivoluzione “Pro-Am”, abbreviazione di “professional amateur”. Dilettanti eccellenti, o professionisti-amatori? La teorizza la società di ricerche Demos, secondo la quale il XXI secolo appartiene a questo modo di lavorare. Tre modelli pionieristici indicano l’immenso potenziale della “Pro-Am Revolution”, secondo gli autori Charles Leadbeater e Paul Miller. Sono la musica rap, il software Linux, e la campagna Jubilee Debt. “Il rap – scrivono Leadbeater e Miller nel loro saggio – ha segnato la cultura giovanile. La campagna del giubileo ha imposto la cancellazione di miliardi di debiti dei paesi poveri. Linux è il più grande rivale di Microsoft nei programmi operativi. Tutti e tre sono nati da gruppi Pro-Am, dei dilettanti innovativi, capaci di associarsi in rete, impegnati a raggiungere altissimi standard professionali”.

I Pro-Am possono scardinare i poteri costituiti. Nell’economia, sfidano il monopolio delle grandi imprese come laboratorio di innovazioni. Nel mondo politico, Move.On creato dieci anni fa da due giovani di Berkeley, e cresciuto su Internet, condiziona Barack Obama e i vertici del partito democratico. Etsy è lo specchio di questo fenomeno sul versante commerciale. I suoi avversari sono Ebay e Amazon: mercati online dominati dai logo delle grandi marche, i colossi editoriali o i big dell’elettronica di consumo. Etsy vende solo oggetti originali, prodotti da una miriade di indipendenti, spesso dei fuoriclasse. L’ha fondato Rob Kalin, 29 anni. Etsy viene dal latino “et si” (“e se…”) che Kalin ha preso da “Otto e mezzo” di Fellini. Su Etsy potete comprare un bottone fatto a mano da un dollaro, o un’opera d’arte che ne vale decine di migliaia, ma il cui autore rifiuta di passare attraverso i galleristi di Soho e Tribeca. “Finora  –  spiega il fondatore  –  erano i poteri economici a dettare le scelte dei consumatori, noi restituiamo a una comunità di liberi individui la forza di orientare il mercato”. Kalin è bombardato di richieste per tenere conferenze nelle università. “Tra gli studenti  –  dice  –  c’è un immenso spirito imprenditoriale, una voglia d’indipedenza che ha bisogno di essere sprigionata”.

Il film “Handmade Nation” descrive questa esplosione di creatività come “un progetto politico, una contro rivoluzione industriale”. Riscopre antichi filoni della contro-cultura, evitando gli errori del passato. “Negli anni Settanta per protesta contro la produzione massificata nacque un artigianato hippy, purtroppo la qualità era scadente. Negli anni Ottanta i creativi di avanguardia furono catturati dai mercanti d’arte e dalla speculazione. Le nuove ecnologie ci consentono di bypassare il potere degli intermediari”. Nel frattempo artigiani, artisti e inventori si sono agguerriti, e organizzati. Anche quando l’attività creativa è un secondo lavoro o un’occupazione del tempo libero, non si può catalogare come hobby.

Chiamarli dilettanti non è solo un insulto, è un errore“, spiega il manifesto della Pro-Am Revolution. Nella botanica e nello sport, nel design di moda o nella gioielleria, nella fotografia e nel software, i “professional amateur” fanno sul serio. Secondo Demos, hanno cinque caratteristiche che consentono di sfidare gli specialisti tradizionali e di ribellarsi alla gerarchia soffocante delle grandi imprese: “Hanno un forte senso della vocazione. Adottano standard trasparenti per verificare la qualità e misurare il talento. Formano delle comunità per trasmettere il sapere. Producono beni e servizi che hanno un mercato. Infine le loro conoscenze avanzate danno vita a un’identità, a una tradizione”.

http://www.repubblica.it/economia/2010/06/16/news/new_economy-4876323/?ref=HREC2-8

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Tuttoeasy è una grande community handmade dove è possibile comprare, vendere, condividere idee e progetti. 


Rivolto non solo ai creativi ma anche ad orafi, pittori, scultori, decoratori e a tutti gli operatori del settore (fatevi avanti!), tuttoeasy ha l’obiettivo di diventare centro nevralgico di contatti e informazioni utili per acquistare, produrre e per conoscere.
Già citato da quotidiani, Youniko non può che aggiungere che tuttoeasy si distingue per uno staff estremamente frizzante e gioioso. Davvero easy 😉

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MissHobby

Avete sempre sognato un Etsy tutto italiano?
Pare che esista.  Ha un attitude grintosa, l’interfaccia è semplice e pulita.
Il suo nome è MissHobby e Youniko brinda al suo successo. Voi, nel frattempo, iniziate a caricare le vostre creazioni!

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Youniko ha trovato una soluzione per tutte le volte che ci siamo chiesti: “e ora come espongo le mie creazioni?”. Si chiama Mobili in cartone.

Uno stand leggero da trasportare, facile da montare, soprattutto 2 volte ECO: economico ed ecologico.
Il cartone Vulcano® è completamente riciclabile. I mobili vi verranno recapitati con un trasporto via corriere, piatti e prepiegati semplicemente da incollare. Il cartone può essere stampato, decorato, possono essere incollati prespaziati o stampe digitali o ancora pannelli  con spilli. Quando ordinate i mobili pagate anche il regolare contributo Conai per lo smaltimento!

Mobili di Cartone sono perfetti per fiere, showrooms, piccoli allestimenti per l’angolo negozio che ospita le vostre creazioni.

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